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Ad un anno dal crollo del Ponte Morandi

Ad un anno dal crollo del Ponte Morandi
Senza memoria non si costruisce il futuro

Ricordo Ponte Morandi Ricordo Ponte Morandi Ricordo Ponte Morandi Ricordo Ponte Morandi

C’eravamo anche noi alla cerimonia funebre del 18 agosto 2018 per dare l’ultimo saluto alle Vittime del disastro del Ponte Morandi, ed abbiamo potuto constatare l’immensa partecipazione di cittadini e di autorità politiche. 
Avevamo sperato che la nutrita presenza del politici alla constatazione di un disastro umano evitabile – frutto della gestione irresponsabile delle infrastrutture pubbliche, sulle quali i cittadini svolgono la loro normale esistenza – li avrebbe fortemente motivati al cambiamento: porre fine al modo superficiale e irresponsabile di risolvere a parole i problemi, secondo lo stile di un potere arrogante e beffardo, fine a se stesso, abituato così a tradire il senso dello Stato.
I loro discorsi e comportamenti erano stati incoraggianti:
recarsi sul posto, constatare direttamente il peso umano della strage, decidere misure economiche di aiuto, richiamare le responsabilità di chi aveva il compito di manutenere e controllare, dare il forte segnale di revocare la concessione all’Autostrada, chiarendo che lo Stato svolgerà con serietà l’impegno. 
Ci aspettavamo un cambiamento di rotta sul piano dei valori e delle scelte, e invece assistiamo ad una disastrosa crisi politica e sociale e alla recrudescenza della strage stradale: il 1° semestre del 2019 segna un preoccupante +7% rispetto allo stesso periodo del 2018.
E tuttavia vogliamo ancora sperare nel cambiamento: ci auguriamo che il 14 agosto sia per i politici “la resa dei conti con il passato e la sfida con il futuro”, e ci sia consapevolezza che ogni giorno sulle nostre strade vengono uccise 9 persone e circa 36 restano invalidi gravi (stime ISS) oltre ai numerosissimi feriti.
Di conseguenza, ogni 5 giorni è come se crollasse un ponte che provoca più vittime del Morandi: circa 45 morti e 180 invalidi gravi, con enormi costi sociali e sanitari.
La gravità del disastro del Morandi ha evidenziato che qualcuno doveva intervenire in tempo e non l’ha fatto, doveva controllare e non ha controllato. In definitiva, ha sottovalutato il problema, attendendo che fosse il ponte a dimostrare la propria gravità con atroci conseguenze, e non coloro che sono pagati per decidere. 
Sono le stesse situazioni che sostengono la strage sulle strade, per fermare la quale ci aspettiamo che crolli la superficialità nell’affrontare i problemi e la prevenzione diventi reale priorità di Governo, perché non ci siano più né vittime e né imputati.
Giuseppa Cassaniti
Presidente AIFVS

La strage silenziosa

Ogni anno in Italia scompare un paese di 4000 persone.
Tante sono le vittime delle strade italiane; 300.000 sono i feriti, ed oltre 20.000 i disabili gravi prodotti da questa guerra non dichiarata.
Il parlamento Europeo ha chiesto all’Italia di ridurre del 40% in dieci anni questi numeri. A ciò lo stato italiano ha risposto con un sempre calante presidio del territorio e con un grave ritardo nell’ adeguamento degli organici delle forze dell’ordine e delle norme del Codice della strada.
Dopo ogni incidente grave, inizia un doloroso ed estenuante iter legale che dovrebbe portare alla individuazione delle responsabilità, alla punizione dei responsabili con pene commisurate alla gravità dei loro reati, e ad assicurare alle vittime o ai loro familiari un risarcimento equo. Anche in questo campo l’Italia si distingue negativamente dal resto d’Europa, con una giustizia lenta ed approssimativa, che calpesta continuamente la dignità dell’uomo e quei valori che la nostra costituzione dovrebbe tutelare. I problemi della sicurezza stradale e della giustizia riguardano tutti, nessuno escluso!
Noi ci siamo uniti per fermare la strage ed affermare il diritto alla vita e alla giustizia. Unisciti a noi ! Dai il tuo contributo alla crescita del nostro paese

Le 2 ultime notizie

Ad un anno dal crollo del Ponte Morandi
Senza memoria non si costruisce il futuro

Ricordo Ponte Morandi Ricordo Ponte Morandi Ricordo Ponte Morandi Ricordo Ponte Morandi

C’eravamo anche noi alla cerimonia funebre del 18 agosto 2018 per dare l’ultimo saluto alle Vittime del disastro del Ponte Morandi, ed abbiamo potuto constatare l’immensa partecipazione di cittadini e di autorità politiche. 
Avevamo sperato che la nutrita presenza del politici alla constatazione di un disastro umano evitabile – frutto della gestione irresponsabile delle infrastrutture pubbliche, sulle quali i cittadini svolgono la loro normale esistenza – li avrebbe fortemente motivati al cambiamento: porre fine al modo superficiale e irresponsabile di risolvere a parole i problemi, secondo lo stile di un potere arrogante e beffardo, fine a se stesso, abituato così a tradire il senso dello Stato.
I loro discorsi e comportamenti erano stati incoraggianti:
recarsi sul posto, constatare direttamente il peso umano della strage, decidere misure economiche di aiuto, richiamare le responsabilità di chi aveva il compito di manutenere e controllare, dare il forte segnale di revocare la concessione all’Autostrada, chiarendo che lo Stato svolgerà con serietà l’impegno. 
Ci aspettavamo un cambiamento di rotta sul piano dei valori e delle scelte, e invece assistiamo ad una disastrosa crisi politica e sociale e alla recrudescenza della strage stradale: il 1° semestre del 2019 segna un preoccupante +7% rispetto allo stesso periodo del 2018.
E tuttavia vogliamo ancora sperare nel cambiamento: ci auguriamo che il 14 agosto sia per i politici “la resa dei conti con il passato e la sfida con il futuro”, e ci sia consapevolezza che ogni giorno sulle nostre strade vengono uccise 9 persone e circa 36 restano invalidi gravi (stime ISS) oltre ai numerosissimi feriti.
Di conseguenza, ogni 5 giorni è come se crollasse un ponte che provoca più vittime del Morandi: circa 45 morti e 180 invalidi gravi, con enormi costi sociali e sanitari.
La gravità del disastro del Morandi ha evidenziato che qualcuno doveva intervenire in tempo e non l’ha fatto, doveva controllare e non ha controllato. In definitiva, ha sottovalutato il problema, attendendo che fosse il ponte a dimostrare la propria gravità con atroci conseguenze, e non coloro che sono pagati per decidere. 
Sono le stesse situazioni che sostengono la strage sulle strade, per fermare la quale ci aspettiamo che crolli la superficialità nell’affrontare i problemi e la prevenzione diventi reale priorità di Governo, perché non ci siano più né vittime e né imputati.
Giuseppa Cassaniti
Presidente AIFVS

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Ad un anno dal crollo del Ponte Morandi
Senza memoria non si costruisce il futuro

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C’eravamo anche noi alla cerimonia funebre del 18 agosto 2018 per dare l’ultimo saluto alle Vittime del disastro del Ponte Morandi, ed abbiamo potuto constatare l’immensa partecipazione di cittadini e di autorità politiche. 
Avevamo sperato che la nutrita presenza del politici alla constatazione di un disastro umano evitabile – frutto della gestione irresponsabile delle infrastrutture pubbliche, sulle quali i cittadini svolgono la loro normale esistenza – li avrebbe fortemente motivati al cambiamento: porre fine al modo superficiale e irresponsabile di risolvere a parole i problemi, secondo lo stile di un potere arrogante e beffardo, fine a se stesso, abituato così a tradire il senso dello Stato.
I loro discorsi e comportamenti erano stati incoraggianti:
recarsi sul posto, constatare direttamente il peso umano della strage, decidere misure economiche di aiuto, richiamare le responsabilità di chi aveva il compito di manutenere e controllare, dare il forte segnale di revocare la concessione all’Autostrada, chiarendo che lo Stato svolgerà con serietà l’impegno. 
Ci aspettavamo un cambiamento di rotta sul piano dei valori e delle scelte, e invece assistiamo ad una disastrosa crisi politica e sociale e alla recrudescenza della strage stradale: il 1° semestre del 2019 segna un preoccupante +7% rispetto allo stesso periodo del 2018.
E tuttavia vogliamo ancora sperare nel cambiamento: ci auguriamo che il 14 agosto sia per i politici “la resa dei conti con il passato e la sfida con il futuro”, e ci sia consapevolezza che ogni giorno sulle nostre strade vengono uccise 9 persone e circa 36 restano invalidi gravi (stime ISS) oltre ai numerosissimi feriti.
Di conseguenza, ogni 5 giorni è come se crollasse un ponte che provoca più vittime del Morandi: circa 45 morti e 180 invalidi gravi, con enormi costi sociali e sanitari.
La gravità del disastro del Morandi ha evidenziato che qualcuno doveva intervenire in tempo e non l’ha fatto, doveva controllare e non ha controllato. In definitiva, ha sottovalutato il problema, attendendo che fosse il ponte a dimostrare la propria gravità con atroci conseguenze, e non coloro che sono pagati per decidere. 
Sono le stesse situazioni che sostengono la strage sulle strade, per fermare la quale ci aspettiamo che crolli la superficialità nell’affrontare i problemi e la prevenzione diventi reale priorità di Governo, perché non ci siano più né vittime e né imputati.
Giuseppa Cassaniti
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Ricordiamo Matilde Margaritelli - il 04/08/2019 * 11:10

Ricordiamo Matilde Margaritelli - Marsciano (PG)-5 agosto 2010
www.ioeromatilde.it

2019Matilde.jpg

Era una bella giornata di Agosto, nonostante per te fossero giorni di vacanza e nonostante la sera prima fossimo andati a letto un po' tardi, perchè eravamo stati ad una festa di compleanno, ti sei alzata presto e ci siamo salutate con il solito bacio prima che la tua mamma andasse al lavoro.
Prima di uscire di casa mi sono voltata di nuovo e ci siamo lanciate un altro bacio e ti ho detto : A dopo.

Quel dopo non c’è mai stato. continua
 

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Ricordiamo Matilde Margaritelli - Marsciano (PG)-5 agosto 2010
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Era una bella giornata di Agosto, nonostante per te fossero giorni di vacanza e nonostante la sera prima fossimo andati a letto un po' tardi, perchè eravamo stati ad una festa di compleanno, ti sei alzata presto e ci siamo salutate con il solito bacio prima che la tua mamma andasse al lavoro.
Prima di uscire di casa mi sono voltata di nuovo e ci siamo lanciate un altro bacio e ti ho detto : A dopo.

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