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Sito ufficiale dell'Ass. Italiana Familiari e Vittime della Strada onlus

L’alcol alla guida e la strage continua 
responsabilità delle istituzioni


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L’alcol alla guida e la strage continua 
responsabilità delle istituzioni

A fronte dei continui gravissimi incidenti, molti dei quali dovuti all’alcol, l’espressione che sorge dal cuore di noi familiari di vittime e che suona vergogna per le istituzioni è solamente una: basta con il modo superficiale di gestire i problemi!!! non abbiamo cosa farcene delle parole di convenienza usate dalle autorità in occasione di gravissimi incidenti stradali; vogliamo piuttosto che le istituzioni politiche ed amministrative, compresa la giustizia, riflettano sulle condizioni che mantengono la strage, scrutino le loro responsabilità e riconoscano che le trasgressioni degli utenti della strada sono da collegare alle inefficienze rilevabili in tutti i settori che hanno a che fare con la prevenzione. In questa considerazione è anche compresa la scarsa attenzione all’obiettivo europeo di dimezzare entro il 2020 il numero delle vittime in rapporto al 2010.
Il fatto che la prevenzione non è ancora priorità di governo è dimostrato anche dai risultati: dal 2011 a fine 2018 la strage è diminuita solo del 19,2% (dati aci-istat); tale dato, che esprime chiaramente l’impossibilità di raggiungere entro il 2020 l’obiettivo europeo del dimezzamento della strage, non ha scosso le coscienze, né sono state indicate e messe in atto strategie adeguate a correre ai ripari per prevenire la strage nel breve periodo, entro il 2020.
La prevenzione, ci ricorda la commissione europea, è una responsabilità condivisa, pertanto ciascuno deve fare la propria parte per la difesa dei valori inviolabili, come la vita e la salute, ed agire in collaborazione, istituzioni pubbliche e privato sociale, per il raggiungimento di obiettivi finalizzati a promuovere un cambiamento, fondato sulla rigorosa considerazione dei fatti.
Non possiamo sottovalutare la gravità della strage stradale legata all’alcol, diffusa dal sud al nord dell’Italia, e per essa consideriamo alcuni casi emblematici, dai quali emerge la corresponsabilità delle istituzioni nel mantenimento della strage, legata al modo superficiale di affrontare il problema:
•    L’uccisione dei due cuginetti di 12 anni Alessio e Simone a Vittoria, in provincia di Ragusa, sul marciapiede sotto casa, ad opera del guidatore ubriaco di un suv; ai funerali, il 17 luglio scorso, ha partecipato una folla immensa, ed anche le autorità nazionali, regionali e locali: queste ultime avevano proclamato il lutto cittadino ma avevano anche autorizzato e sostenuto con un contributo la festa della birra per i primi giorni di agosto. Evidenziata l’incoerenza dell’iniziativa in rapporto al fatto avvenuto, abbiamo chiesto ed ottenuto l’annullamento della festa della birra, ed abbiamo anche apprezzato la sensibilità delle istituzioni. Le istituzioni pubbliche, responsabili della sicurezza nel territorio, debbono contrastare e non autorizzare feste dove scorrono fiumi di alcol!
•    L’uccisione in corso Francia a Roma, delle due ragazze di 16 anni, Gaia e Camilla, ad opera di un giovane di 20 anni, Paolo Genovese, ubriaco alla guida di un suv. Abbiamo apprezzato l’intervento del prof. Scafato, direttore dell’Osservatorio Nazionale sull’alcol dell’ISS, che ha definito l’articolo di Luca Telese sufficientemente ambiguo ed equivoco, gli ha fornito elementi utili a superare le indicazioni scorrette, e gli ha consigliato di riscrivere l’articolo per dare un’informazione formativa. Altri elementi diffusi dai media – le auto procedono sempre ad alta velocità, è usuale per i giovani attraversare a rischio le ampie corsie di marcia – indicano la scarsa attenzione delle istituzioni in quel territorio. Sorge spontanea la domanda: le istituzioni dove sono? non si sono mai accorte di questi comportamenti? hanno preso delle misure? È chiara la loro corresponsabilità nel mantenimento della strage. 
•    L’uccisione in Valle Aurina in Alto Adige, di 7 giovani e di 11 feriti ad opera di un giovane di 28 anni, alla guida con un tasso alcolico molto elevato. 
•    L’uccisione il 2 gennaio scorso ad Aielli (L’Aquila) di Sara Sforza di 23anni ed il ferimento grave del suo ragazzo ad opera di un ubriaco di 25 anni che ha fatto un sorpasso azzardato in zona vietata e circolava nonostante un decreto di espulsione 
•    L’uccisione il 6 gennaio, ore 5, a Sinigallia di Sonia Farris e di Elisa Rondina di 34 e 43 anni, travolte ed uccise sul ciglio della strada appena uscite dalla discoteca ad opera di un guidatore ubriaco con un tasso alcolico 4 volte oltre il limite ed uscito anche lui dalla stessa discoteca.

Ci chiediamo ancora una volta quanto bisogna aspettare perché le istituzioni, deputate a garantire la sicurezza, maturino la consapevolezza di essere corresponsabili della continuità della strage stradale e stabiliscano una buona volta, per recuperare dignità, di tener conto, nelle loro decisioni, delle indicazioni e delle proposte degli organismi sociali, finalizzate a rendere efficiente l’organizzazione ed efficaci le sanzioni.

Giuseppa Cassaniti  
presidente AIFVS
www.vittimestrada.org 

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L’alcol alla guida e la strage continua 
responsabilità delle istituzioni


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L’alcol alla guida e la strage continua 
responsabilità delle istituzioni

A fronte dei continui gravissimi incidenti, molti dei quali dovuti all’alcol, l’espressione che sorge dal cuore di noi familiari di vittime e che suona vergogna per le istituzioni è solamente una: basta con il modo superficiale di gestire i problemi!!! non abbiamo cosa farcene delle parole di convenienza usate dalle autorità in occasione di gravissimi incidenti stradali; vogliamo piuttosto che le istituzioni politiche ed amministrative, compresa la giustizia, riflettano sulle condizioni che mantengono la strage, scrutino le loro responsabilità e riconoscano che le trasgressioni degli utenti della strada sono da collegare alle inefficienze rilevabili in tutti i settori che hanno a che fare con la prevenzione. In questa considerazione è anche compresa la scarsa attenzione all’obiettivo europeo di dimezzare entro il 2020 il numero delle vittime in rapporto al 2010.
Il fatto che la prevenzione non è ancora priorità di governo è dimostrato anche dai risultati: dal 2011 a fine 2018 la strage è diminuita solo del 19,2% (dati aci-istat); tale dato, che esprime chiaramente l’impossibilità di raggiungere entro il 2020 l’obiettivo europeo del dimezzamento della strage, non ha scosso le coscienze, né sono state indicate e messe in atto strategie adeguate a correre ai ripari per prevenire la strage nel breve periodo, entro il 2020.
La prevenzione, ci ricorda la commissione europea, è una responsabilità condivisa, pertanto ciascuno deve fare la propria parte per la difesa dei valori inviolabili, come la vita e la salute, ed agire in collaborazione, istituzioni pubbliche e privato sociale, per il raggiungimento di obiettivi finalizzati a promuovere un cambiamento, fondato sulla rigorosa considerazione dei fatti.
Non possiamo sottovalutare la gravità della strage stradale legata all’alcol, diffusa dal sud al nord dell’Italia, e per essa consideriamo alcuni casi emblematici, dai quali emerge la corresponsabilità delle istituzioni nel mantenimento della strage, legata al modo superficiale di affrontare il problema:
•    L’uccisione dei due cuginetti di 12 anni Alessio e Simone a Vittoria, in provincia di Ragusa, sul marciapiede sotto casa, ad opera del guidatore ubriaco di un suv; ai funerali, il 17 luglio scorso, ha partecipato una folla immensa, ed anche le autorità nazionali, regionali e locali: queste ultime avevano proclamato il lutto cittadino ma avevano anche autorizzato e sostenuto con un contributo la festa della birra per i primi giorni di agosto. Evidenziata l’incoerenza dell’iniziativa in rapporto al fatto avvenuto, abbiamo chiesto ed ottenuto l’annullamento della festa della birra, ed abbiamo anche apprezzato la sensibilità delle istituzioni. Le istituzioni pubbliche, responsabili della sicurezza nel territorio, debbono contrastare e non autorizzare feste dove scorrono fiumi di alcol!
•    L’uccisione in corso Francia a Roma, delle due ragazze di 16 anni, Gaia e Camilla, ad opera di un giovane di 20 anni, Paolo Genovese, ubriaco alla guida di un suv. Abbiamo apprezzato l’intervento del prof. Scafato, direttore dell’Osservatorio Nazionale sull’alcol dell’ISS, che ha definito l’articolo di Luca Telese sufficientemente ambiguo ed equivoco, gli ha fornito elementi utili a superare le indicazioni scorrette, e gli ha consigliato di riscrivere l’articolo per dare un’informazione formativa. Altri elementi diffusi dai media – le auto procedono sempre ad alta velocità, è usuale per i giovani attraversare a rischio le ampie corsie di marcia – indicano la scarsa attenzione delle istituzioni in quel territorio. Sorge spontanea la domanda: le istituzioni dove sono? non si sono mai accorte di questi comportamenti? hanno preso delle misure? È chiara la loro corresponsabilità nel mantenimento della strage. 
•    L’uccisione in Valle Aurina in Alto Adige, di 7 giovani e di 11 feriti ad opera di un giovane di 28 anni, alla guida con un tasso alcolico molto elevato. 
•    L’uccisione il 2 gennaio scorso ad Aielli (L’Aquila) di Sara Sforza di 23anni ed il ferimento grave del suo ragazzo ad opera di un ubriaco di 25 anni che ha fatto un sorpasso azzardato in zona vietata e circolava nonostante un decreto di espulsione 
•    L’uccisione il 6 gennaio, ore 5, a Sinigallia di Sonia Farris e di Elisa Rondina di 34 e 43 anni, travolte ed uccise sul ciglio della strada appena uscite dalla discoteca ad opera di un guidatore ubriaco con un tasso alcolico 4 volte oltre il limite ed uscito anche lui dalla stessa discoteca.

Ci chiediamo ancora una volta quanto bisogna aspettare perché le istituzioni, deputate a garantire la sicurezza, maturino la consapevolezza di essere corresponsabili della continuità della strage stradale e stabiliscano una buona volta, per recuperare dignità, di tener conto, nelle loro decisioni, delle indicazioni e delle proposte degli organismi sociali, finalizzate a rendere efficiente l’organizzazione ed efficaci le sanzioni.

Giuseppa Cassaniti  
presidente AIFVS
www.vittimestrada.org 

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La strage silenziosa

Ogni anno in Italia scompare un paese di 4000 persone.
Tante sono le vittime delle strade italiane; 300.000 sono i feriti, ed oltre 20.000 i disabili gravi prodotti da questa guerra non dichiarata.
Il parlamento Europeo ha chiesto all’Italia di ridurre del 40% in dieci anni questi numeri. A ciò lo stato italiano ha risposto con un sempre calante presidio del territorio e con un grave ritardo nell’ adeguamento degli organici delle forze dell’ordine e delle norme del Codice della strada.
Dopo ogni incidente grave, inizia un doloroso ed estenuante iter legale che dovrebbe portare alla individuazione delle responsabilità, alla punizione dei responsabili con pene commisurate alla gravità dei loro reati, e ad assicurare alle vittime o ai loro familiari un risarcimento equo. Anche in questo campo l’Italia si distingue negativamente dal resto d’Europa, con una giustizia lenta ed approssimativa, che calpesta continuamente la dignità dell’uomo e quei valori che la nostra costituzione dovrebbe tutelare. I problemi della sicurezza stradale e della giustizia riguardano tutti, nessuno escluso!
Noi ci siamo uniti per fermare la strage ed affermare il diritto alla vita e alla giustizia. Unisciti a noi ! Dai il tuo contributo alla crescita del nostro paese

Le 2 ultime notizie

Libri: Franceso Carè - il 12/01/2020 * 00:19

Francesco Caré, autore dei testi Angeli sconosciuti e Codice Quattro, racconta l’esperienza vissuta come soccorritore volontario a bordo di un’ambulanza, comunicandoci le situazioni emotive create dal dramma umano e dal bisogno di aiuto, e così completando il racconto parziale della cronaca giornalistica.
Sono libri da leggere e da proporre anche alle scuole, perché aiutano a riflettere per migliorare la nostra umanità.

Sinossi dei libri:
angeli.pngAngeli Sconosciuti Angeli sconosciuti è una sorta di diario in cui l’autore racconta la sua esperienza come soccorritore volontario a bordo di un’ambulanza. Un’esperienza iniziata un po’ per caso e durata ben venticinque anni. 
Con un tono schietto e sincero, senza risparmiare particolari anche raccapriccianti, vengono raccontati episodi di vita vissuta che aiutano il lettore a capire meglio – e da un punto di vista inedito - ciò che viene raccontato solo parzialmente sui giornali, nelle cronache relative a incidenti stradali, infortuni sul lavoro e altre disgrazie cui capita a volte di assistere, anche come semplici spettatori. 
L’autore descrive quindi la sensazione di pace interiore che si prova quando si riesce a salvare una vita, e il senso di smarrimento e di impotenza quando invece non c’è nulla da fare; il fatalismo e l’accettazione del destino cui si giunge dopo aver assistito a tragedie apparentemente senza senso;  la curiosità morbosa che si crea attorno a un incidente e il cinismo di chi non vuole interrompere i propri affari neppure davanti alla morte. 
Non mancano aneddoti sul rapporto coi colleghi e uno humor a volte anche cinico e macabro, che spesso però è l’unico modo per esorcizzare la paura e andare avanti nella propria missione.


 

codice.pngCodice Quattro Dopo Angeli Sconosciuti - diario di un soccorritore di ambulanza - l'autore Francesco Carè prosegue la narrazione dei suoi venticinque anni di servizio in ambulanza con questo nuovo libro Codice Quattro - oltre questo solo il silenzio -
Una raccolta di episodi reali, tutti narrati, con lo stile semplice e diretto che lo ha contraddistinto dall'esordio come scrittore.


 

Presentazione autore:
Francesco Caré. 

Nasce a Isola della Scala, in provincia di Verona, il 21 giugno 1966. 
Dal 1990 al 2008 presta servizio come Volontario del Soccorso presso alcune Associazioni di Volontariato attive sul territorio della provincia di Verona. 
Nel 2009 viene assunto presso una società privata, operante nel settore del trasporto sanitario con ambulanze, con mansioni di Autista Soccorritore fino al 2015, data in cui lascia il servizio attivo. 
Partecipa proprio in quel periodo a innumerevoli corsi per il conseguimento di svariati diplomi di qualifica: 
BLSD Basic Life Support and Defibrillation  
PBLSD Pediatric Basic Life Support and Defibrillation 
PTC Prehospital Trauma Care.
Ottiene sempre nello stesso periodo l’abilitazione alla Guida Sicura, rilasciata dalla 
IAA (Italian Automotive Accademy), specifica per mezzi di emergenza, sostenendo proficuamente un corso teorico-pratico di preparazione su varie tipologie di veicoli. 
Acquisisce il diploma nella Gestione della scena del crimine rilasciato dalla sezione di Polizia Scientifica della Questura di Verona – ottenuto durante la formazione e preparazione del personale sanitario d’Urgenza, all’arrivo sulla scena di un crimine violento. Metodiche di soccorso e verifica del paziente, senza inquinamento delle prove sul luogo dell’evento.  
Il suo curriculum professionale viene arricchito da un ulteriore attestato di adesione al corso Individuare la Violenza Domestica, tenutosi a Verona e patrocinato dalla Regione Veneto. 


Editore:
Editore Streetlib  StreetLib (in precedenza Simplicissimus Book Farm o più brevemente SBF) è un'azienda italiana operante nel settore della editoria elettronica, fondata da Antonio Tombolini nel 2006 a Loreto. La nuova denominazione "StreetLib" è stata assunta nel 2016. Dal 2007 si occupa della commercializzazione di tutti i lettori ebook diffusi a livello europeo basati sulla tecnologia e-ink (ad esempio l'iLiad, il BeBook, il Cybook Opus). La sua attività, come casa editrice, consiste nella pubblicazione di libri in formato elettronico fornendo anche consulenza per il self-publishing e a case editrici per la pubblicazione nei vari formati digitali, e in particolare in formato ePub e Kindle. 

Angeli Sconosciuti - link breve https://amzn.to/2XxD8O2
Codice Quattro - link breve https://amzn.to/2ZrMZSs
Acquistabili su Amazon

Link youtube: https://www.youtube.com/channel/UCLJO-rt7_-na1X0ZcORXt9A?view_as=subscriber
Link facebook: https://www.facebook.com/FrancescoCareFanpage

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Francesco Caré, autore dei testi Angeli sconosciuti e Codice Quattro, racconta l’esperienza vissuta come soccorritore volontario a bordo di un’ambulanza, comunicandoci le situazioni emotive create dal dramma umano e dal bisogno di aiuto, e così completando il racconto parziale della cronaca giornalistica.
Sono libri da leggere e da proporre anche alle scuole, perché aiutano a riflettere per migliorare la nostra umanità.

Sinossi dei libri:
angeli.pngAngeli Sconosciuti Angeli sconosciuti è una sorta di diario in cui l’autore racconta la sua esperienza come soccorritore volontario a bordo di un’ambulanza. Un’esperienza iniziata un po’ per caso e durata ben venticinque anni. 
Con un tono schietto e sincero, senza risparmiare particolari anche raccapriccianti, vengono raccontati episodi di vita vissuta che aiutano il lettore a capire meglio – e da un punto di vista inedito - ciò che viene raccontato solo parzialmente sui giornali, nelle cronache relative a incidenti stradali, infortuni sul lavoro e altre disgrazie cui capita a volte di assistere, anche come semplici spettatori. 
L’autore descrive quindi la sensazione di pace interiore che si prova quando si riesce a salvare una vita, e il senso di smarrimento e di impotenza quando invece non c’è nulla da fare; il fatalismo e l’accettazione del destino cui si giunge dopo aver assistito a tragedie apparentemente senza senso;  la curiosità morbosa che si crea attorno a un incidente e il cinismo di chi non vuole interrompere i propri affari neppure davanti alla morte. 
Non mancano aneddoti sul rapporto coi colleghi e uno humor a volte anche cinico e macabro, che spesso però è l’unico modo per esorcizzare la paura e andare avanti nella propria missione.


 

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Una raccolta di episodi reali, tutti narrati, con lo stile semplice e diretto che lo ha contraddistinto dall'esordio come scrittore.


 

Presentazione autore:
Francesco Caré. 

Nasce a Isola della Scala, in provincia di Verona, il 21 giugno 1966. 
Dal 1990 al 2008 presta servizio come Volontario del Soccorso presso alcune Associazioni di Volontariato attive sul territorio della provincia di Verona. 
Nel 2009 viene assunto presso una società privata, operante nel settore del trasporto sanitario con ambulanze, con mansioni di Autista Soccorritore fino al 2015, data in cui lascia il servizio attivo. 
Partecipa proprio in quel periodo a innumerevoli corsi per il conseguimento di svariati diplomi di qualifica: 
BLSD Basic Life Support and Defibrillation  
PBLSD Pediatric Basic Life Support and Defibrillation 
PTC Prehospital Trauma Care.
Ottiene sempre nello stesso periodo l’abilitazione alla Guida Sicura, rilasciata dalla 
IAA (Italian Automotive Accademy), specifica per mezzi di emergenza, sostenendo proficuamente un corso teorico-pratico di preparazione su varie tipologie di veicoli. 
Acquisisce il diploma nella Gestione della scena del crimine rilasciato dalla sezione di Polizia Scientifica della Questura di Verona – ottenuto durante la formazione e preparazione del personale sanitario d’Urgenza, all’arrivo sulla scena di un crimine violento. Metodiche di soccorso e verifica del paziente, senza inquinamento delle prove sul luogo dell’evento.  
Il suo curriculum professionale viene arricchito da un ulteriore attestato di adesione al corso Individuare la Violenza Domestica, tenutosi a Verona e patrocinato dalla Regione Veneto. 


Editore:
Editore Streetlib  StreetLib (in precedenza Simplicissimus Book Farm o più brevemente SBF) è un'azienda italiana operante nel settore della editoria elettronica, fondata da Antonio Tombolini nel 2006 a Loreto. La nuova denominazione "StreetLib" è stata assunta nel 2016. Dal 2007 si occupa della commercializzazione di tutti i lettori ebook diffusi a livello europeo basati sulla tecnologia e-ink (ad esempio l'iLiad, il BeBook, il Cybook Opus). La sua attività, come casa editrice, consiste nella pubblicazione di libri in formato elettronico fornendo anche consulenza per il self-publishing e a case editrici per la pubblicazione nei vari formati digitali, e in particolare in formato ePub e Kindle. 

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Cordoglio per Alessio Ronconi - il 10/01/2020 * 21:26

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10/01/2020

Al Comando della Polizia di Stato di Ancona

Alla Famiglia di Alessio Ronconi

Ci sono esperienze crudeli ed indimenticabili che purtroppo, vivendo, dobbiamo sopportare con coraggio. Ci riferiamo al padre di Alessio Ronconi, un poliziotto che accorre per dare soccorso e scopre che la vittima è il proprio figlio, un’esperienza che annichilisce l’essere umano, un dolore troppo grande.

Non conosciamo le ragioni delle cose, sappiamo solo che dobbiamo sostenerci vicendevolmente, rafforzare i legami affettivi per restare in piedi e continuare a servire la vita.

Tutti noi dell’Associazione Italiana Familiari e Vittime della strada siamo vicini e solidali con la famiglia di Alessio, costretta a sopportare gli effetti devastanti della strage stradale, e con il Corpo di Polizia impegnato molto spesso in dolorosi compiti.


Giuseppa Cassaniti Mastrojeni
Presidente AIFVS

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10/01/2020

Al Comando della Polizia di Stato di Ancona

Alla Famiglia di Alessio Ronconi

Ci sono esperienze crudeli ed indimenticabili che purtroppo, vivendo, dobbiamo sopportare con coraggio. Ci riferiamo al padre di Alessio Ronconi, un poliziotto che accorre per dare soccorso e scopre che la vittima è il proprio figlio, un’esperienza che annichilisce l’essere umano, un dolore troppo grande.

Non conosciamo le ragioni delle cose, sappiamo solo che dobbiamo sostenerci vicendevolmente, rafforzare i legami affettivi per restare in piedi e continuare a servire la vita.

Tutti noi dell’Associazione Italiana Familiari e Vittime della strada siamo vicini e solidali con la famiglia di Alessio, costretta a sopportare gli effetti devastanti della strage stradale, e con il Corpo di Polizia impegnato molto spesso in dolorosi compiti.


Giuseppa Cassaniti Mastrojeni
Presidente AIFVS

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Forum in diretta


Salve, sono incappato nella seguente problematica e vorrei sapere come e cosa devo fare. Dopo lunga e penosa storia per un incidente stradale nel quale sono rimasto coinvolto mio malgrado (100% incolpevole) , le due assicurazioni dei due mezzi che mi hanno danneggiato mi hanno proposto un risarcimento in danaro comprensivo delle spese del mio legale che ho ritenuto congruo . Ho deciso quindi di firmare le due separate "atto di quietanza di pagamento" delle due assicurazioni . La prima , dopo pochi giorni , ha provveduto al pagamento tramite bonifico senza problemi. La seconda  , ad oggi ,  dopo molte settimane (a pochi giorni dall'udienza del tribunale per proseguire la causa e chiedere una  decisione nel merito al giudice) non ha ancora pagato chiedendo di rifirmare una nuova quietanza con delle clausole aggiuntive che riguardano il "diritto di surroga dell'assicurazione sociale (INPS)" e paventando l'ipotesi di non pagare nulla e rimandare di mesi/anni il pagamento. Praticamente l'INPS ha chiesto loro di pagare per il mio periodo di assenza dal lavoro , come prevede la legge . I due atti di quietanza , come preventivamente concordato e stabilito , prevedono il pagamento di "x" soldi al netto di ogni altro onere. Tant'è vero che una compagnia ha pagato subito tutto e correttamente. L'altra non vuole pagare accampando mille scuse (il nuovo liquidatore, le nuove linee aziendali , etc etc). Vista la scarsa fiducia nel mio legale ( il giorno prima mi dice che sono dei disonesti , il giorno dopo a seguito di colloquio con questi "signori"  mi dice che devo rifirmare una quietanza che anche al mio occhio inesperto è chiaramente una fregatura , ovvero non esclude affatto l'ipotesi di una eventuale rivalsa dell'INPS nei miei confronti ,suppongo al fine di incassare la sua parcella...) chiedo a voi tutti : con la quietanza di pagamento da me firmata e non pagata posso chiedere un'ingiunzione di pagamento ed eventuale richiesta di risarcimento del danno per il tempo trascorso o da trascorrere all'assicurazione morosa per non aver ottemperato ad un preciso accordo , oltretutto quando l'altra compagnia ha già pagato tutto senza problemi ????? Grazie a chi mi potrà aiutare. Saluti alessio ...
29/11/2019 * 11:12
(con alessio)
Oggetto : Perizie e CTU
Buonasera Avvocato, stasera dopo 2 sentenze penali un Giudice civile (primo grado) ha chiesto il CTU per le lesioni riportate dopo un incidente in bici occorsomi ben 10 anni fa'. La cosa che forse fa più  male e' che la perizia si sarebbe potuta fare in sede penale, allora forse avrebbero realizzato che il tendine del sovraspinato era lesionato e la spalla non era come hanno beatamente scritto gli ortopedici congelata , non la stessa cosa credo. Comunque il Giudice ha chiesto il CTU adducendo al fatto che la perizia di parte era datata...( perizia del medico dell' assicurazione non c'e'). C'e' poi da dire che le lesioni al tendine del sovraspinoso sono state refertate solo dopo la seconda sentenza penale e dopo letteralmente decine e decine di esami e visite...  peccato avrei preferito una sentenza giusta. Alla perizia CTU presenzieranno il mio medico legale ed il medico legale dell'assicurazione, 10 anni fa la perizia valeva 14 punti (perizia fatta a circa due anni dall'incidente e dopo circa 9 mesi dall'ultima chirurgia) oggi noi manteniamo quel punteggio sono lesioni permanenti vedremo cosa succedera'.  Domande: L'assicurazione deve mettere agli atti la sua perizia? Posso vederla? Posso refertare oggi l'artrosi alla spalla? Posso chiedere al medico del tribunale di semplicemente certificare che la nostra perizia era verosimile all'epoca.( per inciso, che no la situazione non e' migliorata la spalla e' sempre congelata...)  Ringraziandola anticipatamente, Anthony ...
28/11/2019 * 20:40
(con tony1971)

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