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Sito ufficiale dell'Ass. Italiana Familiari e Vittime della Strada onlus

Scellerate proposte di modifica al codice della strada: aumentare in autostrada il limite di velocità a 150Km/h

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Scellerate proposte di modifica al codice della strada: aumentare in autostrada il limite di velocità a 150Km/h

Come Associazione di familiari di vittime della strada abbiamo ritenuto giusto inviare le nostre proposte alla IX Commissione Trasporti della Camera in occasione delle audizioni di febbraio 2019 per le modifiche al codice della strada. Per quanto riguarda l’aumento della velocità a 150Km/h in autostrada avevamo espresso parere negativo, ritenendo che non dovesse essere modificata una situazione già trattata e contenuta nell’articolo 142 del codice della strada, che qui riportiamo: “Sulle autostrade a tre corsie più corsia di emergenza per ogni senso di marcia, dotate di apparecchiature debitamente omologate per il calcolo della velocità media di percorrenza su tratti determinati, gli enti proprietari o concessionari possono elevare il limite massimo di velocità fino a 150 km/h sulla base delle caratteristiche progettuali ed effettive del tracciato, previa installazione degli appositi segnali, sempreché  lo consentano l'intensità del traffico, le condizioni atmosferiche prevalenti ed i dati di incidentalità dell'ultimo quinquennio.”
Non riusciamo a capire cosa abbia spinto i deputati sostenitori della proposta a togliere la responsabilità della decisione agli enti proprietari o concessionari e ad affidarla direttamente agli automobilisti. Forse perché non si è mai verificato che i proprietari o i concessionari abbiano preso una tale decisione, pertanto il piede degli amanti dell’eccesso freme, e ragionando non con la testa ma con il piede ci si dimentica delle cause della strage indicate dall’Aci-Istat: eccesso di velocità, distrazione, guida in stato psicofisico alterato da alcol e droga, una condizione che fa perdere il controllo personale e quindi dispone alla velocità incontrollata. 
Dai decisori abbiamo bisogno di ricevere segnali e scelte che dispongano le persone alla prudenza sulla strada, certe proposte ci sembrano fuori dalla logica e frutto di individualismo: i treni ad alta velocità corrono su binari sui quali in quel momento non corre nessun altro treno, sulla strada invece circolano contemporaneamente un’infinità di veicoli, di potenza e grandezza diverse, ci sono alla guida persone giovani e persone anziane, è bene che ci siano delle regole che limitino l’euforia della corsa, basta il limite di 130 in autostrada, per le variazioni ci pensino i gestori. Ma il massimo dell’incoerenza si evidenzia con le direttive ministeriali e le circolari che sollecitano i Prefetti ad impegnarsi per la prevenzione nel territorio e a contrastare le cause della strage stradale – e cioè l’eccesso di velocità, la distrazione, la guida in stato psicofisico alterato – e nel contempo i parlamentari, anziché spendersi per la prudenza e l’osservanza delle norme, danno ai cittadini il segnale che sulla strada di tutti deve prevalere la potenza del mezzo!!! Infatti la strage aumenta e l’irresponsabilità pure.
Giuseppa Cassaniti
Presidente AIFVS

29/01/2020

Insieme si può

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AIFVS presente. Roma fori imperiali L'associazione italiana familiari e vittime della strada onlus (AIFVS onlus) presente con decine di rappresentanti sedi e con la presidente dott.ssa Giuseppa Cassaniti

La strage silenziosa

Ogni anno in Italia scompare un paese di 4000 persone.
Tante sono le vittime delle strade italiane; 300.000 sono i feriti, ed oltre 20.000 i disabili gravi prodotti da questa guerra non dichiarata.
Il parlamento Europeo ha chiesto all’Italia di ridurre del 40% in dieci anni questi numeri. A ciò lo stato italiano ha risposto con un sempre calante presidio del territorio e con un grave ritardo nell’ adeguamento degli organici delle forze dell’ordine e delle norme del Codice della strada.
Dopo ogni incidente grave, inizia un doloroso ed estenuante iter legale che dovrebbe portare alla individuazione delle responsabilità, alla punizione dei responsabili con pene commisurate alla gravità dei loro reati, e ad assicurare alle vittime o ai loro familiari un risarcimento equo. Anche in questo campo l’Italia si distingue negativamente dal resto d’Europa, con una giustizia lenta ed approssimativa, che calpesta continuamente la dignità dell’uomo e quei valori che la nostra costituzione dovrebbe tutelare. I problemi della sicurezza stradale e della giustizia riguardano tutti, nessuno escluso!
Noi ci siamo uniti per fermare la strage ed affermare il diritto alla vita e alla giustizia. Unisciti a noi ! Dai il tuo contributo alla crescita del nostro paese

Le 2 ultime notizie

Comunicato stampa AIFVS - il 29/02/2020 * 18:28

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28/02/2020                                                                                                                       

Manifestazione del 23 febbraio 2020 al Colosseo, Roma – Partecipazione dell’AIFVS

Fermare la strage stradale – Insieme si può

L’allarme dell’AIFVS “La prevenzione non è priorità dello Stato”

L’ampia mobilitazione sociale del 23.2.20 al Colosseo ha dato voce al bisogno di fermare la strage stradale, rendere razionale il traffico e vivibili le città.

Lo slogan contenuto nei nostri manifesti – La prevenzione non è priorità dello Stato – ha evidenziato carenze riconducibili al modo incoerente e superficiale di affrontare i problemi da parte delle istituzioni:

  1. proposte di legge in contrasto con le norme del cds, come le proposte pro alcol, pro cannabis e l’incremento dei limiti di velocità;
  2. norme del c.d.s., che non veicolano reale cambiamento: preavviso postazione autovelox, sottrazione massiva di punti patente poi restituiti;
  3. sprechi nel legiferare, con precedenti leggi nel settore mai applicate e con il mancato controllo dello Stato sui risultati della loro applicazione: Decreto interministeriale del 5/8/1994 con programmi MAI ATTUATI di educazione stradale per le scuole di ogni ordine e grado;
  4. controlli inadeguati o insufficienti, infrastrutture fatiscenti da sempre;
  5. inesistenza dell’informazione formativa, ancora oggi legata alla cronaca, nonostante le nostre richieste di una rubrica fissa televisiva, e nei tempi di maggiore ascolto, sulle tematiche della strage – cause, interventi e risultati, Piano nazionale della sicurezza stradale;
  6. disattenzione alla formazione responsabile del conducente, nonostante si affermi che il 95% degli incidenti è causato dal suo comportamento, ed esistono le problematiche delle “patenti facili” e un decreto legge del 2007 che ha favorito la quantità e non la qualità delle scuole guida!
  7. traffico disomogeneo, irrazionale nelle città, deficitari trasporto pubblico e mobilità sostenibile;
  8. indagini superficiali, lungaggini burocratiche, sentenze lontane dalla verità dei fatti: non esercitano un effetto preventivo-deterrente, non garantiscono diritti alle vittime, né dignità alla stessa giustizia.

Le carenze da colmare richiedono consapevolezze etiche e scelte organizzative, che motivino le istituzioni a porre attenzione ai problemi, al fine di sostenere i valori umani e di incrementare la civiltà nella società. Ci attendiamo che i decisori accolgano la voce corale della manifestazione: umanizzare la mobilità, risolvere il gravissimo problema della strage stradale. Ad essa va posta la stessa attenzione dedicata al corona virus, senza sottovalutare le differenze:

nel 2018 la strage stradale in Italia ha ucciso 3334 persone (9 al giorno), ne ha ferite 242.621 (664 al giorno) di cui 18.614 feriti gravi (50 al giorno).

Un disastro sostenuto dalla corresponsabilità delle istituzioni, che debbono affrettarsi a dare priorità alla prevenzione, e così riacquistare anche un po' di dignità.

Giuseppa Cassaniti

Presidente AIFVS

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28/02/2020                                                                                                                       

Manifestazione del 23 febbraio 2020 al Colosseo, Roma – Partecipazione dell’AIFVS

Fermare la strage stradale – Insieme si può

L’allarme dell’AIFVS “La prevenzione non è priorità dello Stato”

L’ampia mobilitazione sociale del 23.2.20 al Colosseo ha dato voce al bisogno di fermare la strage stradale, rendere razionale il traffico e vivibili le città.

Lo slogan contenuto nei nostri manifesti – La prevenzione non è priorità dello Stato – ha evidenziato carenze riconducibili al modo incoerente e superficiale di affrontare i problemi da parte delle istituzioni:

  1. proposte di legge in contrasto con le norme del cds, come le proposte pro alcol, pro cannabis e l’incremento dei limiti di velocità;
  2. norme del c.d.s., che non veicolano reale cambiamento: preavviso postazione autovelox, sottrazione massiva di punti patente poi restituiti;
  3. sprechi nel legiferare, con precedenti leggi nel settore mai applicate e con il mancato controllo dello Stato sui risultati della loro applicazione: Decreto interministeriale del 5/8/1994 con programmi MAI ATTUATI di educazione stradale per le scuole di ogni ordine e grado;
  4. controlli inadeguati o insufficienti, infrastrutture fatiscenti da sempre;
  5. inesistenza dell’informazione formativa, ancora oggi legata alla cronaca, nonostante le nostre richieste di una rubrica fissa televisiva, e nei tempi di maggiore ascolto, sulle tematiche della strage – cause, interventi e risultati, Piano nazionale della sicurezza stradale;
  6. disattenzione alla formazione responsabile del conducente, nonostante si affermi che il 95% degli incidenti è causato dal suo comportamento, ed esistono le problematiche delle “patenti facili” e un decreto legge del 2007 che ha favorito la quantità e non la qualità delle scuole guida!
  7. traffico disomogeneo, irrazionale nelle città, deficitari trasporto pubblico e mobilità sostenibile;
  8. indagini superficiali, lungaggini burocratiche, sentenze lontane dalla verità dei fatti: non esercitano un effetto preventivo-deterrente, non garantiscono diritti alle vittime, né dignità alla stessa giustizia.

Le carenze da colmare richiedono consapevolezze etiche e scelte organizzative, che motivino le istituzioni a porre attenzione ai problemi, al fine di sostenere i valori umani e di incrementare la civiltà nella società. Ci attendiamo che i decisori accolgano la voce corale della manifestazione: umanizzare la mobilità, risolvere il gravissimo problema della strage stradale. Ad essa va posta la stessa attenzione dedicata al corona virus, senza sottovalutare le differenze:

nel 2018 la strage stradale in Italia ha ucciso 3334 persone (9 al giorno), ne ha ferite 242.621 (664 al giorno) di cui 18.614 feriti gravi (50 al giorno).

Un disastro sostenuto dalla corresponsabilità delle istituzioni, che debbono affrettarsi a dare priorità alla prevenzione, e così riacquistare anche un po' di dignità.

Giuseppa Cassaniti

Presidente AIFVS

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#Rispettiamocinstrada - il 23/02/2020 * 18:35

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AIFVS presente. Roma fori imperiali

L'associazione italiana familiari e vittime della strada onlus (AIFVS onlus) era presente con decine di rappresentanti sedi e con la presidente dott.ssa Giuseppa Cassaniti alla manifestazione di Roma del 23/02/2020

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AIFVS presente. Roma fori imperiali

L'associazione italiana familiari e vittime della strada onlus (AIFVS onlus) era presente con decine di rappresentanti sedi e con la presidente dott.ssa Giuseppa Cassaniti alla manifestazione di Roma del 23/02/2020

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Forum in diretta


Salve, sono incappato nella seguente problematica e vorrei sapere come e cosa devo fare. Dopo lunga e penosa storia per un incidente stradale nel quale sono rimasto coinvolto mio malgrado (100% incolpevole) , le due assicurazioni dei due mezzi che mi hanno danneggiato mi hanno proposto un risarcimento in danaro comprensivo delle spese del mio legale che ho ritenuto congruo . Ho deciso quindi di firmare le due separate "atto di quietanza di pagamento" delle due assicurazioni . La prima , dopo pochi giorni , ha provveduto al pagamento tramite bonifico senza problemi. La seconda  , ad oggi ,  dopo molte settimane (a pochi giorni dall'udienza del tribunale per proseguire la causa e chiedere una  decisione nel merito al giudice) non ha ancora pagato chiedendo di rifirmare una nuova quietanza con delle clausole aggiuntive che riguardano il "diritto di surroga dell'assicurazione sociale (INPS)" e paventando l'ipotesi di non pagare nulla e rimandare di mesi/anni il pagamento. Praticamente l'INPS ha chiesto loro di pagare per il mio periodo di assenza dal lavoro , come prevede la legge . I due atti di quietanza , come preventivamente concordato e stabilito , prevedono il pagamento di "x" soldi al netto di ogni altro onere. Tant'è vero che una compagnia ha pagato subito tutto e correttamente. L'altra non vuole pagare accampando mille scuse (il nuovo liquidatore, le nuove linee aziendali , etc etc). Vista la scarsa fiducia nel mio legale ( il giorno prima mi dice che sono dei disonesti , il giorno dopo a seguito di colloquio con questi "signori"  mi dice che devo rifirmare una quietanza che anche al mio occhio inesperto è chiaramente una fregatura , ovvero non esclude affatto l'ipotesi di una eventuale rivalsa dell'INPS nei miei confronti ,suppongo al fine di incassare la sua parcella...) chiedo a voi tutti : con la quietanza di pagamento da me firmata e non pagata posso chiedere un'ingiunzione di pagamento ed eventuale richiesta di risarcimento del danno per il tempo trascorso o da trascorrere all'assicurazione morosa per non aver ottemperato ad un preciso accordo , oltretutto quando l'altra compagnia ha già pagato tutto senza problemi ????? Grazie a chi mi potrà aiutare. Saluti alessio ...
29/11/2019 * 11:12
(con alessio)
Oggetto : Perizie e CTU
Buonasera Avvocato, stasera dopo 2 sentenze penali un Giudice civile (primo grado) ha chiesto il CTU per le lesioni riportate dopo un incidente in bici occorsomi ben 10 anni fa'. La cosa che forse fa più  male e' che la perizia si sarebbe potuta fare in sede penale, allora forse avrebbero realizzato che il tendine del sovraspinato era lesionato e la spalla non era come hanno beatamente scritto gli ortopedici congelata , non la stessa cosa credo. Comunque il Giudice ha chiesto il CTU adducendo al fatto che la perizia di parte era datata...( perizia del medico dell' assicurazione non c'e'). C'e' poi da dire che le lesioni al tendine del sovraspinoso sono state refertate solo dopo la seconda sentenza penale e dopo letteralmente decine e decine di esami e visite...  peccato avrei preferito una sentenza giusta. Alla perizia CTU presenzieranno il mio medico legale ed il medico legale dell'assicurazione, 10 anni fa la perizia valeva 14 punti (perizia fatta a circa due anni dall'incidente e dopo circa 9 mesi dall'ultima chirurgia) oggi noi manteniamo quel punteggio sono lesioni permanenti vedremo cosa succedera'.  Domande: L'assicurazione deve mettere agli atti la sua perizia? Posso vederla? Posso refertare oggi l'artrosi alla spalla? Posso chiedere al medico del tribunale di semplicemente certificare che la nostra perizia era verosimile all'epoca.( per inciso, che no la situazione non e' migliorata la spalla e' sempre congelata...)  Ringraziandola anticipatamente, Anthony ...
28/11/2019 * 20:40
(con tony1971)
 

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