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(26/01/2023 • 08:17)

Yana Malayko, i deliri del presunto assassino: "L'ho uccisa come lei ha ucciso me" 

 

Le indagini - Il presunto killer, Dumitru Stratansi, si trova in carcere accusato di omicidio premeditato e occultamento di cadavere. A incastrarlo le telecamere di videosorveglianza che alle 5 del mattino del 20 gennaio lo hanno ripreso mentre caricava un sacco blu, evidentemente pesante, in auto. Tracce di sangue della ragazza sono state ritrovate nel luogo del loro ultimo appuntamento, sul materasso e sulla maniglia di una camera dell'appartamento dove abita anche la sorella Cristina.

 

La trappola - Yana era stata adescata dal suo presunto assassino in una trappola che le è stata fatale. L'ex fidanzato le ha detto che il loro cane, che viveva ancora con lui, stava male. In realtà era solo un pretesto, prima per sentirla e poi per incontrarla e chiederle della sua nuova vita, un'ossessione per lui espressa precedentemente anche attraverso minacce. Yana da dicembre aveva un nuovo fidanzato. Era rimasta in contatto con lui fino alle due di notte, poi di lei si è persa ogni traccia. 

 

La confessione delirante - Dumitru Stratan è stato denunciato dalla sua stessa famiglia che adesso gli chiede di dire la verità. "L'ho ammazzata come lei ha ammazzato me" aveva detto alla sorella Cristina che si è subito diretta dai carabinieri per denunciarlo. "Mi faceva le corna. E non poteva mettersi con uno della nostra compagnia" l'assurda giustificazione che aveva aggiunto a quella "confessione". Mentre di fronte ai magistrati ha deciso di mantenere il silenzio.

 

I genitori di Yana - Il signor Malayko non si dà pace, indossando stivali alti batte palmo a palmo le campagne del Mantovano in cerca del corpo senza vita della sua Yana. La madre della ragazza, Tatiana Serbenchuk, lancia un appello disperato dal Canada: "Ridammi mia figlia".

 

 

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(26/01/2023 • 07:40)

(26/01/2023 • 07:31)

(26/01/2023 • 06:24)

(25/01/2023 • 21:23)

Seregno (Monza), rifiuta di dare la sua felpa: 15enne spinto contro un treno in transito | Fermati due minorenni 

 

Gli agenti della Questura di Monza, con i colleghi della Sezione Polizia Ferroviaria, hanno eseguito il fermo per tentato omicidio e tentata rapina.

Il 15enne miracolosamente non è finito sotto il treno Dopo essere stato spinto violentemente e volontariamente, come emerso dalle immagini delle videocamere di sorveglianza della stazione, immediatamente acquisite dalle forze dell'ordine, il 15enne ha urtato con lo zainetto contro il treno in movimento, per poi venire trascinato a terra. Miracolosamente non è finito sotto il convoglio.  Gli aggressori rischiano un'accusa per tentato omicidio.

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(25/01/2023 • 19:49)

(25/01/2023 • 19:43)

Matteo Messina Denaro "aggressivo, non vuole far trasparire le sue debolezze": cosa rivela la grafia del boss 

Matteo Messina Denaro veicola questa energia in atteggiamenti aggressivi e violenti. In qualche maniera questi comportamenti lo gratificano anche se non è mai del tutto soddisfatto. E' sempre alla ricerca di nuovi stimoli in grado di alimentare il suo egocentrismo e un narcisismo quasi infantile. Alcune lettere salgono verso la parte alta del foglio, altre scendono. C'è in lui un dualismo tra l'esaltazione di se stesso (pensava di essere onnipotente ed invincibile) e il timore di essere prima o poi arrestato per tutti i crimini commessi (come poi è avvenuto).

 

 

Le due lettere T del nome, tagliate a forma di laccio, evidenziano che non vuole far trasparire le sue debolezze e fragilità, ma solo un'immagine spavalda ed arrogante, quella di un boss pronto a tutto pur di farsi ubbidire ed onorare. La lettera M di Messina, molto angolosa, è la conferma dell'aggressività che lo caratterizza, pronta ad esplodere da un momento all'altro contro chi lo ostacola. Matteo Messina Denaro non ha mai ammesso i suoi delitti e probabilmente mai li ammetterà convinto di aver agito in maniera coerente con i codici di comportamento della mafia. Anche quando ha fatto uccidere persone innocenti, come il piccolo Giuseppe Di Matteo, senza nessuna pietà e senza provare poi alcun rimorso.

Candida Livatino – perito grafologa

www.livatinocandida.it

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(25/01/2023 • 17:19)

(25/01/2023 • 15:20)

Bimba morta di stenti a Milano, nel biberon nessuna traccia di sedativi 

 

 

L'incidente probatorio, disposto nei mesi scorsi, è stato effettuato sul biberon con del latte, che la madre aveva lasciato, e su una bottiglietta d'acqua trovati nel letto di fortuna della bambina ed era stato allargato anche alle analisi nell'appartamento, su un pannolino, su un cuscino e sul materasso. Da nessuna parte, come risulta dalla perizia, sono state trovate tracce di tranquillanti, salvo ovviamente su una boccetta di En (un tranquillante appunto) che si trovava nella casa.

 

Dagli esiti della consulenza medico-legale, disposta dalla Procura, e in particolare dall'esame del capello, erano emerse, invece, tracce di benzodiazepine. I vicini avevano raccontato di non aver mai sentito la piccola piangere in quei giorni. Tracce di tranquillanti, però, non sono stati rinvenuti nel biberon. Si può ipotizzare, dunque, anche una contaminazione involontaria, e non una somministrazione diretta, che ha portato poi a rilevare una certa quantità di benzodiazepine nelle analisi medico legali.

 

"L'assenza di benzodiazepine nel biberon e nella bottiglietta di acqua - è il commento degli avvocati Solange Marchignoli e Luca D'Auria - dimostra che Alessia è sempre stata genuina nel suo racconto e, sul piano giuridico, che la premeditazione manca di elementi concreti, posto che sarebbe stato l'avvelenamento della piccola Diana".

 

 

Frammenti di gommapiuma, il materiale con cui era fatto il materasso, e del cuscino erano stati rinvenuti nello stomaco della piccola Diana. Segnali che la piccola, in preda alla fame, potrebbe aver iniziato a mordere quello che aveva attorno a sè. E non è escluso che questi frammenti possano aver anche provocato un'asfissia.

 

Intanto, i pm Francesco De Tommasi e Rosaria Stagnaro nelle prossime settimane, entro la fine di febbraio, chiederanno il processo con rito immediato per la 37enne. Si andrà davanti alla Corte d'Assise, perché la donna rischia la condanna all'ergastolo: è accusata di omicidio volontario aggravato per aver lasciato morire di stenti la figlia di quasi un anno e mezzo, rimasta da sola in casa per 6 giorni.

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(25/01/2023 • 14:56)

(25/01/2023 • 13:56)

(25/01/2023 • 13:50)

(25/01/2023 • 13:21)

(25/01/2023 • 13:15)

(25/01/2023 • 13:12)

(25/01/2023 • 13:07)

(25/01/2023 • 13:05)

Psichiatri: boom di psicofarmaci per lo "sballo" tra adolescenti 

 

Da qui la necessità - secondo gli psichiatri - di avviare campagne di sensibilizzazione sul fenomeno e i rischi associati alla possibile dipendenza da abuso di psicofarmaci, tanto più grave se fuori controllo medico, e di azioni educazionali che ne favoriscano il contrasto anche con il coinvolgimento della scuola e della classe medica.

 

Il fenomeno, che sta dilagando tra gli adolescenti già a partire dai 13-14 anni, è in crescita costante, tra il 15 e il 20% negli ultimi 5 anni, grazie anche alla facilità di reperimento degli psicofarmaci. Secondo uno studio del Cnr, infatti, questi farmaci sono troppo spesso disponibili in casa (42%), acquistati facilmente su Internet (28%), recuperati per strada (22%), sfuggendo dunque al controllo di adulti e medici. Aumenta così la dipendenza tra i più giovani, spesso associata anche agli effetti collaterali di altre sostanze psicoattive come tabacco, energy drink, benzodiazepine e stupefacenti, con lo sviluppo di comportamenti pericolosi.

 

"Questi psicofarmaci - ha dichiarato Matteo Balestrieri, Ordinario di Psichiatria all'Università di Udine e co-presidente Sinpf - rappresentano per molti un'ancora di rassicurazione per aumentare le performance scolastiche e i livelli di attenzione, per migliorare l'aspetto fisico quando combinati a farmaci dietetici, per potenziare i livelli di autostima, per sentirsi in forma, migliorando sonno e umore, e molti giovani sono dunque spinti ad assumerli sfuggendo al controllo in famiglia".

 

La tipologia di psicofarmaci maggiormente utilizzata nel corso dell'ultimo anno, secondo i dati del Cnr, è quella dei farmaci per dormire (5%). Seguono quelli per l'umore e le diete (1,7% per entrambe le tipologie) e quelli per l'attenzione (1,2%). Le studentesse utilizzano in percentuale maggiore tutte le tipologie di psicofarmaci analizzate. Inoltre, il 18% degli studenti ha utilizzato almeno una sostanza psicoattiva illegale nel corso del 2021; il 2,8% ne ha fatto un uso frequente e quasi il 10% degli studenti è un "poliutilizzatore", abusando di almeno due sostanze negli ultimi 12 mesi.

 

La sostanza illegale più diffusa è la cannabis, seguita dalle cosiddette New Psychoactive Substances, sostanze sintetiche che mimano gli effetti di altre sostanze più note. Dagli psichiatri, infine, 5 consigli per contrastare l'abuso: no al "fai da te" e rivolgersi sempre al medico; non sottovalutare le ricadute collaterali; tenere gli psicofarmaci fuori dalla portata di chiunque possa fare un cattivo uso; avviare campagne di sensibilizzazione; in caso di disturbi come ansia, depressione, disturbi dell'umore, seguire sempre le indicazioni dello specialista.

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(25/01/2023 • 12:41)

(25/01/2023 • 12:18)

Testamento Gina Lollobrigida, ecco tutto quello che manca all'appello 

 

Il testamento di Gina Lollobrigida è stato aperto, ma c'è qualcosa che non torna: sono molti i beni dell'attrice che mancano all'appello. "Svariati milioni di euro, che rappresentano una grossa parte del patrimonio, non sono presenti nel patrimonio lasciato dall'attrice. - spiega a "Mattino Cinque News" Alessandro Gentiloni Silveri, avvocato di Javier Rigau, l'ex marito spagnolo - Si tratta di vendite di appartamenti in zone prestigiose di Roma, di collezioni di gioielli preziosissimi messe all'asta, di acquisti e rivendite di automobili di lusso, bonifici partiti dai conti della signora Lollobrigida verso conti intestati al factotum Andrea Piazzolla o a suoi famigliari". 

 

 

Arredi e mobili non compaiono nel testamento - Non solo gioielli, auto e soldi, ma sono scomparsi anche arredi e mobili che erano presenti nella casa di Via Appia, in cui viveva Gina Lollobrigida. "Ci sono molte operazioni che non tornano - continua il legale - e che hanno un unico comune denominatore: l'impoverimento di Gina Lollobrigida". Perché Andrea Piazzola li ha messi all'asta?

 

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(25/01/2023 • 11:46)

Ultimo aggiornamento: 26/01/2023 &b000000ThursdayThursday; 09:15